“POPcellana” – Francesco De Molfetta

OPENING PREVIEW: (solo su invito)

Giovedì 13 Ottobre 2016
Dalle ore 18

EXHIBITION DATE & TIME:

14 Ottobre – 12 Novembre, 2016
Dal Martedì al Sabato
Dalle ore 11 alle 19
Altri giorni e orari su appuntamento

LOCATION:

29 ARTS IN PROGRESS gallery
Via San Vittore 13, Milano

29 ARTS IN PROGRESS annuncia l’inaugurazione della nuova galleria a Milano, in Via San Vittore 13, nel cuore della città, a due passi da Sant’Ambrogio e dal Museo della Scienza e della Tecnologia.
Dopo anni di intensa attività da Londra, con mostre organizzate in Europa e nel Sud-est asiatico, 29 ARTS IN PROGRESS compie un ulteriore salto in avanti, alla ricerca di nuovi orizzonti d’azione e altre piattaforme di visibilità, scegliendo Milano come culla dei futuri progetti di sperimentazione e promozione del Contemporaneo e della Fotografia.Ad inaugurare il ciclo espositivo milanese sarà la mostra “POPcellana”, una personale di Francesco De Molfetta, artista di grande talento e di fortissima originalità, il cui soprannome, quasi una sorta di “marchio registrato”, è semplicemente “Demo”.
La sua produzione artistica si sviluppa prevalentemente attraverso la scultura, di matrice concettuale e ironica, e questa mostra si focalizza essenzialmente sui lavori in porcellana.
Il suo lavoro è un “trait d’union” tra l’arte classica e la cultura iconografica contemporanea: dal personaggio d’attualità del momento, al fatto storico di rilievo, dall’ incrocio tra personaggi dei cartoni animati ai grandi miti della storia dell’Arte.
Esprime sempre una componente seducente, spettacolare e di presa mediatica, con una giocosità di taglio tipicamente neopop, caratterizzata da colori vivaci con un’ironia allegra e scanzonata, che tuttavia induce alla riflessione. Ma anche il rifiuto della gerarchia, la decanonizzazione, la ciclicità, la frammentazione, la molteplicità, la transitorietà.
Il continuo, sorprendente rapporto di scambi, di allusioni, di interazioni reciproche tra titolo e corpo dell’opera è uno dei temi principali del suo lavoro; è una delle chiavi, o forse la chiave di lettura principale, supportata sempre dalla riscoperta di un ricercato perfezionismo linguistico, espresso sempre con metodi tradizionalissimi, attraverso canoni di virtuosismo tecnico-formale e la riscoperta di raffinati metodi di verniciatura, di policromia, di lucidatura e di rifinitura dell’opera.